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La vitamina D è una vitamina liposolubile, viene accumulata nel fegato e il corpo la rilascia a piccole dosi quando il suo utilizzo diventa necessario
La vitamina D si presenta principalmente sotto due forme: l’ergocalciferolo (D2), che viene assunto con il cibo (pesci grassi come il salmone, lo sgombro o l’aringa, ma anche tuorlo d’uovo e fegato), e il colecalciferolo (D3), che viene sintetizzato dal nostro organismo. La quantità di D3 prodotto dipende dalle radiazioni ultraviolette, dalla superficie cutanea esposta, dal suo spessore e pigmentazione e dalla durata della permanenza del nostro corpo alla luce.
Negli ultimi anni si è notato che un deficit di vitamina D è sempre più comune nella popolazione.
Tanti sono stati gli studi per stabilire l’importanza della vitamina D nell’organismo. Questa infatti non serve solo a fissare il calcio nelle ossa, funzione anch’essa fondamentale per prevenire il rachitismo nei bambini e l’osteoporosi negli anziani, ma nella sua forma attivata, la vitamina agisce in realtà come un ormone che regola vari organi e sistemi e ha un’azione modulante nei confronti dell’infiammazione e del sistema immunitario. Una sua carenza è stata associata a diversi tipi di malattie, dal diabete all’infarto, dall’Alzheimer all’asma o alla sclerosi multipla.

Il test per la vitamina D VHC è il primo test quantitativo che con meno di una goccia di sangue capillare o siero consente di misurare la concentrazione della vitamina D in soli 15 minuti, in completa automazione e con risultati sovrapponibili a quelli di laboratorio.

Per effettuare il test non serve essere a digiuno, il prelievo può essere eseguito in qualsiasi momento della giornata.